Questo volume, nella sua parte monografica, propone un’importante riflessione sulla prospettiva sartriana della “proprietà come furto”, un’interpretazione filosofica che vede l’essere, il possesso e l’identità come forme di appropriazione indebita o sottrazione. Il testo richiama Jean Genet, autore catturato dal suo vissuto di furto, marginalità e trasgressione, e analizza come Sartre abbia usato la biografia di Genet come esempio della sua ontologia della sottrazione. Sartre concepisce l’esistenza come un movimento di furto, di presa e di perdita, un’eterna dialettica tra essere e non-essere, identificata tramite figure come ladro, omosessuale, scrittore, ognuna in un continuo fluire di identità e trasformazioni. La questione del furto, dunque, si presenta come una possibilità ontologica, politica e stilistica, legata alla sottrazione più che al possesso.
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Editoriale
Maria Russo
Il ladro e il sonnambulo. Appunti sul Santo Genet di Jean-Paul Sartre
Federico Leoni
Sujet, stigmate, liberté : repenser la psychanalyse existentielle à partir de Saint Genet
Dario De Maggio
Rubare l’essere. Finzione, apparenza e libertà nell’immaginario di Sartre e Genet
Nicolò De Gregorio
Spinoza e Sartre, commedianti e martiri: Causa sui e inconscio tra in-sé e per-sé
Paolo Maria Aruffo
Una lettera d’amore
Matteo Bonazzi
Lo sguardo di rapina. Estetica dell’appropriazione e potere della visione
Gianluca Solla
Dialectics of the Dictator: Sartre’s Stalin, Marx’s Louis Bonaparte and the Rise of Authoritarianism
Giovanni Battista Soda
Sartre, una passione per il jazz
Francesco Caddeo
Immaginazione, creazione e nevrosi: un’analisi de Lo Scénario Freud
Bianca Sgorbati
Recensioni
